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Medicina della Riproduzione

Servizi di Medicina della Riproduzione e Fecondazione Assistita a Catania

La dott.ssa Di Guardo specialista in Ginecologia e Ostetricia offre, presso lo Studio Ginecologico Etneo, servizi di Medicina della Riproduzione a Catania.

Ti guidiamo nel realizzare il tuo progetto di famiglia. Lo studio approfondito della coppia ci permette di realizzare un approccio personalizzato supportato dai più recenti progressi nel campo della fertilità. Se necessiti di servizi di Fecondazione assistita, Medicina della riproduzione a Catania e desideri fissare un appuntamento contattaci.

Monitoraggio dell’ovulazione

Il monitoraggio ecografico dell’ovulazione rappresenta la base della Procreazione Medicalmente Assistita ed assolve ad un compito nel contempo diagnostico e terapeutico. Consiste nel monitorare la crescita del follicolo o dei follicoli ovarici durante cicli spontanei o stimolati fino ad evidenziare il momento in cui avviene l’ovulazione, oppure, nel caso di cicli stimolati, il momento per indurre l’ovulazione. L’imminenza dell’ovulazione viene riconosciuta dalle dimensioni raggiunte dal follicolo, dalle sue caratteristiche morfologiche e dallo spessore e morfologia dell’endometrio correlato da eventuali dosaggi ormonali. Oltre che la sua importanza nelle procedure di Fecondazione Assistita, il suo ruolo terapeutico consiste nella possibilità di rapporti mirati al concepimento con maggiori probabilità di riuscita per la corretta individuazione del preciso momento dell’ovulazione. Dall’altro lato ha una funzione diagnostica per lo studio delle caratteristiche individuali del ciclo della donna, andando ad evidenziare eventuali anomalie.

L’esame, importante per valutare la fertilità di coppia anche prima delle procedure di Fecondazione Assistita e Medicina della Riproduzione, consiste nell’iniettare, tramite un piccolo catetere sterile introdotto nell’utero attraverso il canale cervicale, una schiuma di gel, il cui passaggio permette di valutare mediante ecografia transvaginale sia la presenza di difetti uterini che la pervietà delle tube. La schiuma di gel (facilmente valutabile all’ecografia) evidenzia il decorso delle tube e si accumula a livello periuterino se le tube sono aperte, viceversa, se non si vede la presenza di questa falda liquida, si deduce facilmente l’esistenza di un problema di chiusura tubarica. Si tratta di un esame non invasivo né doloroso e viene eseguito normalmente in ambulatorio. Non sono necessarie sedazione né preparazione alcuna. È un esame che dura pochi minuti e permette alla donna di recarsi in ambulatorio da sola, potendo poi far ritorno a domicilio senza essere accompagnata da nessuno. Di solito viene richiesta la somministrazione di un antibiotico prima dell’esame in via prettamente precauzionale.

L’inseminazione intrauterina rappresenta la tecnica di I livello Procreazione Medicalmente Assistita (PMA). Attraverso tale metodica si cerca di aumentare le possibilità di incontro tra i gameti (ovociti e spermatozoi) all’interno della tuba. È quindi una tecnica di fecondazione assistita in vivo.
Può essere eseguita su ciclo spontaneo o eseguendo una blanda crescita follicolare multipla attraverso l’assunzione orale Clomifene o, in casi selezionati, l’iniezione sottocutanea di basse dosi di gonadotropine. Dopo alcuni giorni di terapia, la donna inizia un monitoraggio ecografico dell’ovulazione che ha lo scopo di valutare il numero e le dimensioni dei follicoli accompagnato da eventuali dosaggi ormonali. Dopo aver raggiunto un diametro follicolare corretto (intorno ai 17 mm), si induce l’ovulazione mediante l’iniezione sottocutanea od intramuscolare di HCG e si decide il giusto timing per eseguire l’inseminazione. Il trasferimento in utero degli spermatozoi, precedentemente trattati in laboratorio al fine di renderli più idonei al raggiungimento dell’ovocita, avviene in ambulatorio, attraverso l’utilizzo di un catetere morbido introdotto attraverso la vagina e il collo dell’utero.

Si tratta delle tecniche di II livello della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), per la fecondazione assistita, indicate nel caso di tube chiuse, basso numero/qualità degli spermatozoi ed altre condizioni particolari. Si esegue un’induzione della crescita follicolare multipla attraverso l’iniezione sottocutanea di dosi di gonadotropine calibrate in base alle caratteristiche individuali della donna. Dopo alcuni giorni di terapia, la donna inizia un monitoraggio ecografico dell’ovulazione che ha lo scopo di valutare il numero e le dimensioni dei follicoli accompagnato da dosaggi ormonali. Dopo aver raggiunto un numero soddisfacente ed un diametro follicolare corretto (17 mm), si induce l’ovulazione mediante l’iniezione sottocutanea o intramuscolare di HCG e si decide il giusto timing per eseguire il Pick-up (prelievo) Ovocitario.
Nel caso della FIVET gli ovociti maturi ottenuti dal prelievo vengono posti insieme agli spermatozoi in una piastra con terreno di coltura adatto e si lascia che gli spermatozoi penetrino l’ovocita spontaneamente. Nel caso della ICSI, gli ovociti migliori vengono inseminati con gli spermatozoi migliori mediante l’iniezione diretta dello spermatozoo all’interno della cellula uovo da parte dell’embriologo. Egli stesso osserva e monitora la formazione dell’embrione\blastocisti in modo tale da poter stabilire il timing dell’embryo transfer. Quest’ultimo consiste nel trasferimento intrauterino dell’embrione mediante l’utilizzo dello speculum e di un catetere morbido introdotto attraverso la vagina e il collo dell’utero.
Tramite l’ecografia transaddominale si evidenzia il corretto decorso del catetere e il posizionamento dell’embrione nella corretta sede uterina. La coppia può essere supportata e guidata attraverso tale percorso, oltre che dal ginecologo, dalla figura di uno psicologo.

È una metodica che permette crioconservare (congelamento/vitrificazione) sia di embrioni soprannumerari ottenuti dalla stimolazione ormonale per FIVET/ICSI sia di gameti femminili e maschili. In quest’ultimo caso si permette a donne e uomini affetti da patologie importanti (ad esempio tumori) di conservare i propri gameti prima che essi vengano compromessi da eventuali terapie (chemioterapia) al fine di preservare una possibilità futura di concepire.

Dal Blog – Medicina della riproduzione

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